18.09.2026
📺 Cartoni animati di oggi: io continuo a preferire quelli con cui sono cresciuta
Ci sono argomenti sui quali potrei discutere per ore e, stranamente, uno di questi sono i cartoni animati.
Sarà la nostalgia, sarà che sono cresciuta in un periodo che ricordo con particolare affetto, oppure sarà semplicemente che ho gusti diversi da quelli di oggi, ma ogni tanto provo a guardare un cartone animato moderno e mi ritrovo con la stessa identica domanda in testa:
«Scusate, ma quando arriva la parte divertente?»
Prima di attirarmi addosso i pomodori virtuali di Internet, faccio una precisazione: questa è la mia opinione personale. Non sto dicendo che tutti i cartoni moderni siano brutti e nemmeno che quelli del passato fossero tutti capolavori.
Sto dicendo una cosa molto più semplice: io sono cresciuta con un tipo di cartone animato completamente diverso e continuo a preferirlo.
🤔 Quando i cartoni hanno iniziato a volerci insegnare tutto?
Lo dirò senza vergogna: i cartoni animati di oggi, nella maggior parte dei casi, mi annoiano da morire.
Ormai sembra che ogni cartone debba per forza insegnarti qualcosa.
La morale del giorno.
La lezione di vita.
Il messaggio educativo.
Il discorso sull'accettazione.
Il momento commovente.
La riflessione esistenziale.
E io lì a chiedermi:
«Scusate, ma quando arriva la parte divertente?»
Perché forse sono strana io, ma quando accendo un cartone animato non sto cercando un corso accelerato di crescita personale.
Dopo una giornata di lavoro, problemi, bollette, stress, responsabilità varie e persone che riescono a farmi perdere la pazienza anche senza impegnarsi troppo, l'ultima cosa che voglio è un cartone che mi faccia riflettere sulla vita.
🛋️ Voglio spegnere il cervello
Sì.
Voglio spegnere il cervello.
Letteralmente.
Voglio sedermi sul divano, mettermi comoda, prendere qualcosa da bere e guardare qualcosa di completamente assurdo.
Voglio ridere per una padella in testa.
Per un inseguimento senza senso.
Per un personaggio che prende decisioni completamente idiote.
Per qualcuno che cade da un precipizio, viene schiacciato da un'incudine e cinque secondi dopo è di nuovo perfettamente funzionante.
E soprattutto non voglio dover analizzare ogni singola scena come se stessi preparando una tesi universitaria.
Dopo una lunga giornata di scuola o di lavoro, a volte abbiamo semplicemente bisogno di non pensare.
E secondo me è proprio questo uno dei grandi meriti dei vecchi cartoni animati.
Ti facevano staccare.
Ti facevano ridere.
Ti facevano dimenticare per un po' tutto il resto.
E non c'era assolutamente niente di male.
📼 Sono nata nel 1996: la generazione Fox Kids, Jetix e Cartoon Network
Forse il motivo per cui la penso così è anche abbastanza semplice.
Sono nata nel 1996.
Sono cresciuta con Fox Kids, poi Jetix e Cartoon Network.
Ho vissuto quell'epoca in cui accendevi la televisione e trovavi cartoni che non avevano necessariamente la pretesa di insegnarti come vivere.
E io li adoravo.
Tom & Jerry?
Un gatto che rincorre un topo.
Looney Tunes?
Caos puro.
Mucca e Pollo?
Assurdità elevata a forma d'arte.
Poi c'erano Leone il Cane Fifone, Johnny Bravo, Il Laboratorio di Dexter, Ed, Edd & Eddy, Billy e Mandy, Due Fantagenitori, Kim Possible e tantissimi altri.
Erano stupidi?
Sì.
Erano esagerati?
Assolutamente.
Erano privi di senso?
Spessissimo.
Facevano ridere?
Eccome se facevano ridere.
Ed era proprio questo il bello.
Non dovevano trasformarti in una persona migliore entro la fine dell'episodio.
Dovevano semplicemente farti divertire.
🐭 Tom & Jerry e il meraviglioso concetto di «non serve una trama»
Prendiamo Tom & Jerry.
Non c'è una trama complessa.
Non c'è una morale.
Non c'è una lezione sulla crescita personale.
Non c'è Tom che, alla fine dell'episodio, si siede davanti a Jerry e dice:
«Da questa esperienza ho imparato l'importanza della comunicazione e del rispetto reciproco.»
No.
C'è un gatto che cerca di prendere un topo e fallisce nei modi più assurdi possibili.
Fine.
Eppure, dopo decenni, continua a far ridere.
Chissà come mai.
Forse perché il suo obiettivo era semplicemente intrattenere.
Una cosa che oggi sembra quasi diventata un concetto rivoluzionario.
🎭 Divertire non dovrebbe essere abbastanza?
Ho l'impressione che molti prodotti moderni siano più interessati a educare che a divertire.
E attenzione: non sto dicendo che educare sia sbagliato.
Se un cartone riesce a essere divertente e, nel frattempo, trasmette anche un messaggio, ben venga.
Il problema nasce quando sembra che il messaggio debba essere necessariamente più importante del divertimento.
Perché personalmente, se voglio imparare qualcosa, guardo un documentario.
Se voglio riflettere, guardo un film drammatico.
Se voglio una lezione di vita, leggo un libro.
Se guardo un cartone animato è perché voglio staccare il cervello e farmi due risate.
Non mi interessa uscire dall'episodio con una nuova filosofia esistenziale.
Mi interessa uscirne ridendo.
🎬 E con alcuni film animati moderni è la stessa storia
Forse è anche per questo che faccio fatica con molti film d'animazione contemporanei.
Alcuni li trovo talmente pieni di messaggi, spiegazioni, sottotrame e momenti «profondi» che alla fine mi annoio.
Mi è capitato più di una volta di ritrovarmi a pensare:
«Ma sono io il pubblico o sto seguendo una lezione obbligatoria?»
E questa è probabilmente una delle ragioni per cui alcuni film che hanno avuto un enorme successo non sono mai riusciti ad appassionarmi davvero.
Non perché siano necessariamente brutti.
Semplicemente non fanno per me.
Ho fatto meno fatica a seguire un coyote che ordina esplosivi ACME per vent'anni che alcuni film moderni che sembrano cercare disperatamente di insegnarmi qualcosa ogni dieci minuti.
E sinceramente?
La cosa mi fa anche abbastanza ridere. 😂
🧠 «Ma i cartoni devono per forza essere stupidi?»
Ecco.
Secondo me possono esserlo.
Non tutti, ovviamente.
Ma non vedo perché un cartone animato debba necessariamente essere intelligente, profondo, educativo o ricco di insegnamenti.
A volte può essere semplicemente stupido.
Assurdo.
Demenziale.
Senza senso.
E va benissimo così.
Perché non tutto quello che guardiamo deve avere uno scopo più grande.
Non tutto deve insegnarci qualcosa.
Non tutto deve farci riflettere.
A volte vogliamo solo sederci sul divano dopo una giornata infernale e guardare un gatto che cerca di prendere un topo.
E lasciarci il cervello alle spalle per venti minuti.
✨ Forse è nostalgia... oppure sono semplicemente fatta così
Probabilmente il mio è anche un discorso influenzato dalla nostalgia.
Ogni generazione tende a ricordare con affetto ciò con cui è cresciuta.
E forse tra vent'anni qualcuno nato oggi guarderà i cartoni della propria infanzia e dirà esattamente la stessa cosa che sto dicendo io adesso:
«Quelli di una volta erano meglio.»
Probabilmente.
Ma, nostalgia a parte, continuo a pensare che ci fosse qualcosa di speciale nei cartoni con cui sono cresciuta.
Non avevano la missione di cambiarti la vita.
Non dovevano necessariamente lasciarti una lezione.
Non dovevano spiegarti come diventare una persona migliore.
Volevano farti ridere.
E sapete una cosa?
Per me era più che sufficiente.
📺❤️
💬 E voi cosa ne pensate?
Adesso sono curiosa.
Siete della mia stessa generazione e siete cresciuti con Fox Kids, Jetix e Cartoon Network?
Oppure preferite i cartoni animati moderni?
E soprattutto: qual è quel cartone della vostra infanzia che potreste riguardare ancora oggi senza stancarvi mai?
Io, personalmente, davanti a Tom & Jerry non garantisco alcuna maturità emotiva. 😂
Anzi, probabilmente continuerò tranquillamente a ridere quando Tom prende l'ennesima botta in testa.
Perché, dopo una lunga giornata, a volte non voglio imparare qualcosa.
Voglio semplicemente ridere. 🥹📺✨
Questo articolo nasce da un'opinione assolutamente personale e da un pizzico di nostalgia per i pomeriggi passati davanti alla televisione. Non è una gara tra "vecchio" e "nuovo": semplicemente, io so ancora da che parte del telecomando mi piace stare. 😉

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